Al centro dell’inizio del Giubileo, inaugurato a Roma l’8 dicembre, c’è stato un evento senza precedenti che ha trasformato la facciata della Basilica di San Pietro in una tela tecnologica piena di sfavillanti colori che hanno celebrato la bellezza e denunciato gli affanni del nostro pianeta.

Il nome del progetto è “Fiat lux: illuminating our common home”, che cita il passaggio biblico (dalla Genesi) Fiat lux et lux facta est (“sia fatta la luce e luce fu”) ed è stato sviluppato dalla Vulcan, società di Paul Allen (co-fondatore di Microsoft), dalla Fondazione Li Ka Shing e Okeanos, che si sono avvalse delle competenze della Società per la protezione degli oceani e di Obscura Digital. Tutti questi soggetti hanno lavorato insieme per dar vita a un’operazione artistica che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla sempre più pressante necessità di un cambiamento per salvare il nostro pianeta dai mutamenti climatici prodotti dall’uomo.

Un richiamo all’azione per intervenire finchè siamo in tempo fatto utilizzando il messaggio più potente che la nostra specie ha prodotto nei suoi millenni di evoluzione: l’arte. E così sulla storica facciata della Basilica di San Pietro, costruita a partire dal 1500 dove sorgeva in precedenza un’altra chiesa del IV secolo, sono stati proiettati gli scatti di alcuni dei più grandi fotografi contemporanei: Sebastião Salgado, Joel Sartore, David Doubilet, Ron Fricke, Howard Hall, Shawn Heinrichs, Chris Jordan, Steve McCurry e Louie Schwartzberg.

La Chiesa di Roma ha quindi aperto il Giubileo della Misericordia con un tema, l’ambiente, e una forma, l’arte, entrambi universali perché la “casa comune” è la Terra che accomuna tutti gli uomini e le donne, presenti, passati e futuri, qualunque lingua parlino, qualunque credo professino e a qualunque cultura appartengano. Una casa “allargata” che comprende tutti gli esseri viventi che rendono il nostro pianeta l’unico luogo di vita di cui conosciamo l’esistenza (almeno per adesso) nel raggio di anni luce.